
“Un po' del mio tempo migliore”
Mostra personale di SALVATORE PUJIA
FINO AL 21 NOVEMBRE
INAUGURAZIONE SABATO 7 NOVEMBRE ORE 17,00
Chiuso la domenica e il lunedì
Orario: 9,00-12,30 / 15,00-19,00
Un po’ del mio tempo migliore è il titolo che accompagna questa mostra antologica, evocando un rapporto intimo e vitale con la pittura, intesa come essenza dell’esistenza e nutrimento dell’anima. Il tempo trascorso dipingendo si fa esperienza di benessere, spazio di libertà in cui l’artista ritrova una dimensione autentica, sottratta alle costrizioni del quotidiano. Le opere nascono dall’istinto, dall’impulso e dal tempo musicale, talvolta racchiuso nella durata di pochi minuti di una canzone. È un fare pittorico immediato, che non risponde necessariamente ai dettami di un’istruzione prettamente accademica, ma si abbandona alla dimensione ludica, anarchica e pura del fanciullino. Una pittura che rivendica la propria libertà, lasciandosi guidare dalla spontaneità del gesto e dalla necessità del sentire.
In questa selezione pittorica si attraversano differenti momenti della ricerca di Pujia, dalla fase materica, caratterizzata dall’impiego di catrame, pittura e colori capaci di generare un forte impatto visivo, fino alle opere in cui riaffiorano oggetti appartenenti a un passato remoto e, al contempo, intimo e familiare.
Nella prima, l’artista modella e governa la materia nella sua essenza più pura, senza avvertire la necessità di ricondurla a specifici intimismi o a riflessioni dichiarate. La superficie diviene così luogo di sperimentazione, spazio in cui il colore e la consistenza della materia acquistano una propria autonomia espressiva.
Successivamente, l’immaginario si popola di biglie, dadi, birilli, trottole, cerchi e altri oggetti legati al mondo del gioco. Forme apparentemente semplici, sottratte all’oblio e restituite a una nuova esistenza pittorica, che custodiscono significati più profondi di quanto la loro natura ludica lasci intendere. Pujia sembra voler recuperare ciò che il tempo ha relegato ai margini della memoria, riportando alla luce presenze capaci di riattivare un sentimento originario, una dimensione in cui il gioco diviene strumento di conoscenza e occasione di riscoperta.
Anche le opere più recenti, apparentemente orientate verso una maggiore razionalità compositiva, conservano un legame profondo con il mondo primitivo e con le forme essenziali della natura. Oggetti, esseri animali e figure archetipiche riaffiorano come presenze sospese tra realtà e immaginazione. È il caso del ragnetto, ulteriore topos dell’universo artistico di Pujia, che si inserisce in una trama simbolica in cui le tematiche dell’amore e del cosmo continuano a intrecciarsi, dando vita a un repertorio di immagini familiari e misteriose al tempo stesso.
Ne scaturisce un universo magico, attraversato da una visione positiva dell’esistenza, in cui la luna crescente, presenza ricorrente nell’immaginario dell’artista, si fa simbolo di una vitalità in continua trasformazione, di una promessa di rinascita e di un’apertura verso l’infinito.
La pittura di Pujia conserva così la leggerezza della fiaba, la libertà del gioco e la capacità ricreativa dell’immaginazione. È una pittura spensierata, non perché estranea alla profondità, ma perché capace di raggiungerla senza rinunciare all’incanto. In essa si manifesta il desiderio di trattenere e condividere un tempo privilegiato, un momento in cui il gesto pittorico coincide con il piacere di esistere. Un po’ del suo tempo migliore, dunque, restituito alla forma e al colore, affinché possa continuare a vivere nello sguardo di chi osserva.
Luisa Spagnolo